Fam da Lóv Portami lì
Dal lunedì al sabato, dalle 11:30 alle 21:00

Non è la piada che è grande. È la piadina che è piccola.

Da noi la piada parte da una pallina di pasta più grande, si stende quando ordini e si riempie fino al bordo. La normale pesa quasi 300 grammi. La MAXI quasi 400. Esci dall'uscita D di Porta Susa, attraversi, e ci sei.

Il logo di Fam da Lóv: un lupo bruno con gli occhi chiusi che addenta una piada ovale più grande di lui. Sotto, la scritta L'originale piada grande di Castellarano.
Una piada MAXI enorme, chiusa sul ripieno di crudo, rucola e formaggio fresco e tagliata a metà, su un lungo tagliere di legno accanto a un coltello da cucina. 393,5g
La MAXI, lunga fino a 34 centimetri.
Una vaschetta di plastica con avanzi di pasta al pomodoro sulla scrivania di un ufficio, accanto alla tastiera e a una bottiglietta d'acqua.

La pausa pranzo

Alle 12:47 lo stomaco comincia a parlare.

La riunione sfora, la mail non parte, e da sotto la scrivania arriva un brontolio che sente anche il collega. Hai un'ora, forse meno. Le strade sono tre.

Strada 1

La schiscetta

Costa poco, è vero. Però te la sei preparata ieri sera alle undici, l'hai scaldata al microonde in fila dietro a tre colleghi e l'hai mangiata davanti alla posta. Il pranzo è passato e non te ne sei accorto.

Alle 16: i cracker del cassetto
Strada 2

Una piadina qualunque

La trovi a ogni angolo, e si sente. Sottile, piegata di fretta, finita in pochi morsi mentre guardi il telefono. Esci con lo scontrino in mano e la fame ancora addosso.

Alle 16: di nuovo fame
Strada 3

Fam da Lóv

Una piada che pesa quasi quanto un pranzo intero, stesa e cotta in quel momento, piena fino al bordo. Ti siedi, la mangi con calma e torni in ufficio sazio, con la testa libera.

Alle 16: sei ancora a posto

La tua ora buca merita di più di una vaschetta.

Il fame-metro

Quanta fame hai, a dirla tutta?

Dicci la verità. Ti diciamo noi cosa prendere, anche quando la risposta è andare da un'altra parte.

La mia fame, adesso
393,5g la nostra MAXI, sulla bilancia

La MAXI.

Circa il 50% di pasta e di ripieno in più, lunga fino a 34 centimetri. È la piada per cui siamo nati, e quella che ti chiediamo di provare almeno una volta.

Disegnata in scala sul peso. Il tratteggio è una piadina di catena: 263,8 grammi.

La prova

Grande lo scrivono tutti. Noi l'abbiamo pesata.

Abbiamo comprato la piadina di una grande catena, quella normale e quella del formato "per i più affamati". Le abbiamo messe sulla nostra bilancia accanto alle nostre, con la stessa vaschetta. Ecco cosa ha detto il display, al decimo di grammo.

La piada Standard di Fam da Lóv con crudo e rucola in una vaschetta sulla bilancia: il display segna 292,8 grammi.
La nostra Standard292,8g
La piada MAXI di Fam da Lóv con crudo e rucola in una vaschetta sulla bilancia: il display segna 393,5 grammi.
La nostra MAXI393,5g

Quattro piade, una bilancia

Piadina di una grande catenail formato normale263,8 g
La stessa catenail formato "per i più affamati"301,5 g
La nostra Standardla piada normale292,8 g
La nostra MAXIla piada per cui siamo nati393,5 g

Pesate con il ripieno, nella stessa vaschetta, sulla stessa bilancia.

La nostra piada normale pesa quasi quanto la loro più grande. La MAXI pesa il 49% in più della loro piadina.

E la differenza parte dalla pasta. La MAXI nasce da una pallina più grande della metà, prima ancora di metterci dentro il ripieno. Per questo, quando la vedi arrivare, la prima cosa che pensi è che hai sbagliato a ordinare. La seconda è che hai fatto benissimo.

La vetrina di Fam da Lóv con il lupo e la scritta: Non è la piada che è grande. È la piadina che è piccola.

Una parola, un diminutivo

La piadina è una piada a cui hanno tolto i centimetri.

Fino agli anni Quaranta la piada era il pane delle case di campagna: superava i 40 centimetri ed era spessa un dito e mezzo. Poi si è fatta sottile, si è ristretta, è diventata una cosa da mangiare in piedi. E all'inizio degli anni Settanta ha cambiato anche nome: ha preso il sopravvento il diminutivo.

Oggi a Torino quasi tutti la chiamano così, e molti lo scrivono perfino sull'insegna. Noi non abbiamo inventato niente. Abbiamo solo smesso di rimpicciolirla.

Hai fatto due conti, vero? Anche lo stomaco.

L'impasto

Una piada grande si spacca, se l'impasto non è vero.

Fare una piadina piccola e buona è facile. Una piada grande che resta morbida, si piega senza rompersi e arriva intera all'ultimo morso ha bisogno di un impasto che lavora da giorni.

Il nostro viene dalla ricetta di Nonna Gemma. Si parte dalla pasta di riporto, un pezzo dell'impasto di ieri che fa partire quello di oggi. Poi riposa al freddo dalle 24 alle 48 ore. La stendiamo solo quando ordini, e la cuociamo sulla piastra finché non escono le bruciature, quelle macchie tostate che scrocchiano sotto i denti.

Pasta di riporto
un pezzo dell'impasto di ieri fa partire quello di oggi
24-48 ore
di maturazione al freddo, prima di toccare la piastra
Stesa al momento
niente piade pronte in vetrina: parte quando ordini
Integrale 100%
con olio extravergine d'oliva, allo stesso prezzo
Due mani infarinate stendono con il mattarello una pasta ovale grande su un banco di legno.
Quattro piade ovali che cuociono sulla piastra; una mano ne solleva una con la spatola e mostra le bruciature.

Il ripieno

Il crudo te lo tagliamo davanti.

Prosciutto di Parma stagionato 24 mesi, salumi DOP e IGP affettati al banco, formaggi scelti. Il ripieno arriva fino al bordo, perché su una piada grande un bordo vuoto si vede subito.

E se la vuoi a modo tuo, dillo: si toglie, si cambia, si aggiunge.

Una fetta sottile di prosciutto crudo si stacca dall'affettatrice e si posa sulle altre fette, su un foglio di carta.
Una ragazza al banco di Fam da Lóv, con il grembiule rosa del lupo, porge una piada MAXI tagliata a metà piena di crudo, rucola e formaggio.

Il profumo della piastra, purtroppo, dal telefono non arriva. Devi venire tu. Portami lì

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Da dove veniamo

Da Castellarano, con una fam da lóv.

Castellarano è un paese sulla riva del Secchia, tra Reggio e Modena, nel cuore della ceramica. Più su, a Cerredolo, Nonna Gemma e Aronne hanno tenuto per più di trent'anni il forno e la pasticceria del paese.

Da quel forno viene il nostro impasto. Nella piadineria di famiglia a Castellarano ne sono uscite più di mezzo milione di piade, prima che la piada prendesse il treno e scendesse a Porta Susa.

Da quelle parti, quando torni a casa dai campi, dalla fabbrica, da una giornata in piedi, non dici "ho fame". Dici un'altra cosa. È diventata il nostro nome.

Tre vocabolari, una frase

Modenesevocabolario del 1893Fam da lóv
Reggianovocabolario del 1832Aveir una fam da lov
Piemontesedizionario del 1859Aveje una fam da luvessere grandemente affamato

La stessa frase, quasi con le stesse lettere, la dicevano i nostri nonni sull'Appennino e i vostri qui a Torino. Siamo arrivati da lontano per scoprire di parlare la stessa lingua, almeno quando si ha fame.

Nonna Gemma seduta al tavolo della sua cucina, sorridente, con davanti una ciotola piena di funghi porcini.
Nonna Gemma, da cui viene la ricetta del nostro impasto.
Un piccolo forno di paese all'alba: pagnotte appena sfornate, crostate e la bocca del forno accesa; fuori dalla finestra, colline nella nebbia.

Quando venire

Ogni fame ha la sua ora.

Due colleghi a pranzo da Fam da Lóv: lui addenta una piada MAXI più larga della sua faccia, lei ride.
A pranzo

Un'ora di pausa ti basta.

Ti siedi, mangi una piada vera e torni in ufficio sazio, senza il pensiero della merenda alle quattro.

Posti a sedere, aria condizionata, prese per il telefono.
Una mano tiene in treno una piada incartata nel sacchetto di carta con il lupo di Fam da Lóv, con il crudo e la rucola che spuntano.
Prima del treno

Esci dall'uscita D e ci sei davanti.

Te la incartiamo nello Speedy, con la salvietta, e la mangi camminando verso il binario o seduto in carrozza.

Dillo alla cassa che hai il treno.
La sala di Fam da Lóv la sera, con il lupo sulla parete di legno e una piada MAXI lunga sul tagliere in primo piano.
La sera

La cena senza impegno.

Niente prenotazione, niente coperto, niente cerimonie. Da solo o in due, una piada grande e qualcosa da bere, e torni a casa con la cena fatta.

Cucina aperta fino alle 21:00.
4,9

su 238 recensioni Google, scritte quando ci chiamavamo ancora Lorabuca.

"Piada enorme e croccante."
"Impasto diverso dal solito!"

Due frasi che tornano spesso, nelle parole dei nostri clienti.

Se non ci conosci ancora

Tò, la prima MAXI te la facciamo al prezzo della Standard.

La prima volta vogliamo che assaggi la piada per cui siamo nati. Alla cassa di' solo questa frase:

"Ho fam da lóv"

e la MAXI la paghi come una Standard. Quasi 400 grammi di piada, al prezzo di quella normale.

Una volta a persona, alla prima visita.

Due mani sollevano metà di una piada MAXI con il formaggio che fila, il crudo e la rucola; sotto, la carta con il logo di Fam da Lóv.

Prima che tu lo chieda

Le domande che ci fanno al banco.

"Non ce la faccio a finire una MAXI."

Allora prendi la Standard: pesa già quasi 300 grammi, quasi quanto il formato più grande delle catene. E se la MAXI ti avanza, te la incartiamo per dopo.

"Costa più di una piadina."

Un po' sì. Pesa anche di più: quasi 300 grammi la Standard, quasi 400 la MAXI. Fai il conto al grammo, e poi guarda a che ora ti torna fame.

"È piadina romagnola?"

No, e non facciamo finta che lo sia. La nostra è emiliana: viene da Castellarano e dal forno di Cerredolo, sull'Appennino reggiano, con la pasta di riporto e dalle 24 alle 48 ore di maturazione. Un'altra terra, un'altra piada.

"Ho il treno fra poco."

Siamo davanti all'uscita D di Porta Susa. Dillo alla cassa: te la incartiamo nello Speedy, con la salvietta, e la mangi in carrozza.

"C'è l'integrale?"

Sì. Impasto integrale al 100%, con olio extravergine d'oliva, allo stesso prezzo della classica.

"Ci si può sedere?"

Sì: posti a sedere, bagno, aria condizionata e prese per ricaricare il telefono.

"Fate le consegne?"

Ci trovi anche sulle app di consegna. La piada grande, però, dà il meglio nei primi minuti dopo la piastra, e quei minuti li trovi solo qui.

"Ma non eravate Lorabuca?"

Sì. Stesse mani, stesso impasto, stesso indirizzo. Abbiamo cambiato nome perché adesso dice subito cosa facciamo.

Contattaci

Scrivici, ti rispondiamo su WhatsApp.

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Dove siamo

Hai già fame. Lo sappiamo.

Corso Inghilterra 29/B, Torino

Esci dall'uscita D di Porta Susa, attraversi, e ci sei davanti. Cerca il lupo rosa.

Dal lunedì al sabato
11:30-21:00
Domenica
chiuso
La facciata di Fam da Lóv in Corso Inghilterra, con l'insegna rosa del lupo e il cavalletto sul marciapiede, a pochi passi dalla stazione.
Fam da LóvDal lunedì al sabato, 11:30-21:00
Ho fam da lóv